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Oud Beersel Oude Kriek Vieille 2014

 
Dopo quelle di Lindemans e 3 Fonteinen è il momento di assaggiare la Oude Kriek di Oud Beersel e continuare questo breve viaggio tra birra e ciliegie. “Anno 1882” è la scritta che compare sul logo di Oud Beersel: la sua storia inizia quando Henri Vandervelden apre un birrificio nel paese di Beersel, alle porte di Brussels, e finisce nel 2002 quando Danny Draps, pronipote del fondatore, decide di sospendere un’attività ormai poco redditizia e che necessitava di grossi investimenti per poter continuare.  Mentre il mondo del lambic non si capacita per la scomparsa di un altro dei suoi storici produttori, un appassionato decide di darsi da fare. Gert Christians non può credere che presto dovrà rinunciare alla sua abitudine quasi quotidiana di bere una Beersel Oude Geuze ai tavoli del Le Zageman di Brussels e, assieme all’amico Roland De Bus, decide di acquistare il marchio nel 2003 lanciando contemporaneamente la Bersalis Tripel prodotta da Huyge per raccogliere i finanziamenti necessari a rimettere in piedi il birrificio. Nel frattempo il lambic secondo la ricetta di Vandervelden viene prodotto da Frank Boon e portato poi a maturare nelle botti di legno a Beersel, per poi essere riportato da Boon per il blend finale e l’imbottigliamento. Il 16 marzo del 2007 vengono ufficialmente commercializzate le prime Oude Geuze e Oude Kriek di Beersel, mentre pochi mesi dopo Roland De Bus rassegna le dimissioni ma viene prontamente sostituito dal padre di Gert, Jos Christiaens, da poco in pensione. 
Tornando alle kriek, sono attualmente tre quelle prodotte da Oud Beersel se escludiamo le più care commercializzate con il marchio Bzart. Per scegliere cosa versare nel bicchiere è fondamentale prestare attenzione alla presenza dell’aggettivo Oude, ovvero vecchio.  Acquistando la semplice kriek (3.5% ABV), come nel caso di Lindemans, vi troverete nel bicchiere un lambic addolcito con fruttosio ed edulcorante artificiale (Acesulfame K) per il quale vengono utilizzati 200 grammi di ciliegie Morello per litro. Più raro (e pregiato) è invece la solita variante Schaarbeekse Oude Kriek prodotta con le omonime ciliegie raccolte a nord di Brussels, sempre difficili da reperire: il primo lotto di circa 1500 bottiglie  (7.2% ABV) è stato prodotto nel 2016 aggiungendo le ciliegie ad un blend di lambic di 1 e 2 anni e facendolo poi maturare in botti di legno. Di più facile reperibilità anche in numerosi supermercati è invece il classico Beersel Oude Kriek Vieille (6.% ABV) prodotto con 400 grammi di ciliegie Morello per litro che vengono aggiunte al lambic: assaggiamolo.

La birra.

Si presenta all’aspetto di un intenso rosso che oscilla tra il rubino ed il porpora: la schiuma, leggermente macchiata di rosa, è cremosa e compatta e mostra una persistenza davvero notevole, se confrontata a quella delle altre kriek assaggiate nei giorni scorsi. Anche se viene utilizzata una varietà di ciliegia aspra, al naso domina il dolce con una sensazione che ricorda più lo sciroppo che la “pienezza” del frutto maturo: ad affiancarlo ci sono profumi di lampone e mirtilli. La componente funky/rustica è quasi assente ed anche l’asprezza (amarena, ribes rosso) rimane molto in secondo piano: bene la pulizia e intensità degna di nota in una bottiglia che ha oltre due anni di vita. La bevuta inizia dallo stesso dolce di ciliegia per prendere poi rapidamente la strada dell’asprezza delle amarene, del limone e del ribes rosso: anche al palato la componente rustica è quasi assente, privilegiando la frutta. La sensazione palatale è perfetta, con grande scorrevolezza e vivaci bollicine a rendere la bevuta scattante: chiude molto secca con una punta amara di mandorla e scorza di limone. Alcool fantasma, bene la pulizia ma l’eleganza non è al livello della 3 Fonteinen a causa di una ciliegia che ricorda un po’ troppo lo sciroppo. Una kriek accessibile che nella sua asprezza non è mai tagliente e riesce a farsi accettare anche da palati poco avvezzi allo stile: il prezzo e la facile reperibilità in Belgio costituiscono un ulteriore bonus che contribuisce a definire un soddisfacente rapporto qualità-prezzo. Non è l’olimpo ma il livello è comunque alto.

Formato: 37.5 cl., alc-. 6%, lotto 43181, scad. 14/11/2034, pagata 3.35 Euro (supermercato, Belgio).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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