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Retorto Bloody Mario

 
Secondo episodio di questa miniserie di birre dedicate ad uno dei frutti  protagonisti del mese di giugno, la ciliegia. Dopo la Oude Kriek Cuvée René di Lindemans stappata ieri ritorniamo in Italia, in quel di Piacenza, per far visita al birrificio Retorto già presentatovi in questa occasione. Fondato nel 2011 a Podenzano dal birraio Marcello Ceresa con l’aiuto del fratello Davide e della sorella Monica, in sei anni d’attività Retorto ha prodotto un numero di birre relativamente esiguo se lo si confronta con quello di molti altri produttori. Anziché inondare il mercato di one-shot, collaboration e quant’altro Retorto ha preferito lavorare sul perfezionamento di un numero ristretto di birre ottenendo peraltro sempre buoni riconoscimenti ai concorsi nazionali.  Alle quattro birre del debutto  Morning Glory (American Pale Ale), Krakatoa (IPA), Latte Più (Blanche), Daughter Of Autumn (Scotch Ale) si sono progressivamente aggiunte la Black Lullaby (Belgian Dark Strong Ale), i barley wine Malalingua e  Malanima, la Pacific Pale Ale  Tazmaniac. A fine 2016 è arrivata la tripel Vincent Vega e la sue versioni barricate chiamate Mia W. (whiskey)  e Marsellus W. (rum). 
Per incontrare le ciliegie facciamo un passo indietro al 2015, anno di debutto della Bloody Mario: la base di partenza è la blanche Latte Più (4.8% ABV) che viene leggermente potenziata (6.1%) e alla quale vengono aggiunte ciliegie di  Villanova sull’Arda durante la fase di maturazione. La Latte Più prevede già di suo l’utilizzo di coriandolo, scorza d’arancia e di pompelmo. Nell’anno del suo debutto ottenne il terzo posto a Birra dell’Anno nella categoria Cat 22, Birre alla frutta, dietro alla Pink di MOA e alla Rubus di Birra del Borgo.  Curiosità: per il mercato statunitense l’importatore Maritime Republic ha deciso di commercializzarla con il nome di Bloody Dario per evitare di far pensare che la birra contenesse all’interno qualche distillato, visto la sua assonanza con il famoso cocktail Bloody Mary. Meglio allora associare il sangue al regista Dario Argento i cui film hanno avuto un discreto successo anche oltreoceano.

La birra.
Ambra, rosè e rosso sono i colori che si alternano nel bicchiere, sormontato da una testa di schiuma biancastra che scompare rapidamente. La ciliegia non è il profumo che spicca all’aroma e il suo dolce deve accontentarsi di un posto in seconda fila: in primo piano troviamo piuttosto arancia e pompelmo, la delicata speziatura del coriandolo, una gradevole nota rustica e la freschezza acidula data dal frumento.  Al palato scorre bene senza nessun intoppo, ma per il mio gusto qualche bollicina in più la renderebbe ancora più vivace e gradevole.  Il gusto propone qualche reminiscenza della blanche di partenza (crackers, frumento) per poi virare rapidamente in territorio fruttato: al dolce delle ciliegie risponde l’asprezza della scorza degli agrumi che rapidamente diviene protagonista della bevuta accompagnata da qualche spolverata di coriandolo. Pulizia eccellente, grande secchezza, alcool fantasma: non ci sono molte ciliegie in questa bottiglia ma la birra garantisce un elevato effetto dissetante e rinfrescante grazie alla sua moderata asprezza ed acidità, evaporando molto rapidamente dal bicchiere. 
Formato 33 cl., alc. 6.1%, lotto 16051, scad. 09/2018, prezzo indicativo 4.00 Euro (beershop).
NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.
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